In questi giorni mi capita di parlare con (o leggere) molte persone, per invitarle a partecipare alla lettura per la quale questo blog è nato. Qualcuno aderisce subito, con entusiasmo, qualche altro/a non può o non condivide per i più vari motivi, parecchi aderiscono malgrado i dubbi e i distinguo che conservano.
Così, vorrei tirare fuori dal pettegolezzo o dal bofonchiamento un tema che certamente c’è. Senza fare gli struzzi. E anche senza dargli troppo peso, però, se no finiamo impantanati in una tipica querelle napoletana, di quelle — qui come in altre occasioni — non molto utili o interessanti.
Il tema, semplificando, è: questa iniziativa è tutta preconfezionata ed è troppo chiattilla (i napoletani capiscono bene, per gli altri si potrebbe tradurre, schematicamente e perdendo qualche sfumatura, fighetta). O anche, variante collegata: sì, c’è un sacco di bella gente, importante, che sta dando la sua adesione, ma sarebbe venuta lo stesso a leggere la pagina se questa iniziativa si fosse fatta in periferia?
La mia risposta — ma, se volete, dite la vostra — è che non serve far finta che in questa iniziativa non si siano mescolate sensibilità (come si dice, da un po’) e forse anche finalità diverse.
Dunque, certamente Claudio Velardi — il quale, soprattutto per la stampa ma anche per molte delle persone di cui sopra, resta il (vero) promotore dell’iniziativa, che ha più o meno strumentalmente e (s)correttamente passato la mano a due associazioni – aveva (forse ha) in testa un tipo di evento dove i “nomi” sono parecchio importanti, mentre Decidiamoinsieme e NapoliPuntoaCapo ci tengono di più alla (e sperano nella) partecipazione di molti cittadini comuni.
Non mi pare uno scandalo, però, se per una volta queste sensibilità provano a cooperare.
Inoltre, trovo che la sensibilità più interessata all’attivazione dei cittadini e alla presenza di gruppi, persone e associazioni radicate davvero nei territori difficili avrebbe più spazio e più successo se — anche qui, almeno per una volta — tutti proviamo a fare la nostra parte, anche molto piccola.
Ovviamente, può darsi che io sia un po’ una illusa, e che certi automatismi (della città e della politica) siano più forti delle nostre volontà (o volontarismi, per chi è pessimista). Tuttavia, vista la posta in gioco — che è parlare dovunque, chiaro e forte, della camorra e di come batterla — mi pare che valga la pena di fare almeno una prova.
Dopotutto, il peggio che potrà capitare è che la lettura Saviano di Napoli sarà un po’ più chiattilla e un po’ meno militante di altre letture pubbliche, e pure di altre iniziative che stanno moltiplicandosi intorno al nome di Saviano.
Che non mi pare un prezzo troppo elevato, rispetto alla possibilità che invece l’evento diventi davvero un momento in cui la città parla (e si parla) e dal quale cominciano poi molte altre letture, in molti altri luoghi, auto-promosse.
leggosaviano, in questo post, è d.l. di decidiamoinsieme
Etichette: associazioni, Chiaia, informazione, lettura Gomorra, napoli, polemiche, salotto, Saviano, vip
ottobre 22, 2008 alle 9:52 am
ho sengnalato il tuo post al seguente sito:
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=61e008203c644299
ottobre 22, 2008 alle 10:26 am
grazie bp…
ottobre 22, 2008 alle 10:51 am
Io non tengo schemi, ma tengo alle regole.
La politica non è una comitiva, un gruppo di amici, un famiglione amoroso, elitario e ristretto, accetto tutti gli ambienti, quelli popolari o periferici però li preferisco, il riscatto è una leva importante, i giovani sono il futuro.
Evangelicamente sono dalla parte dei deboli e anche io ho fame e sete di giustizia.
Anche la cultura è importante, appena Herman Goering sentiva questa parola metteva mano alla pistola, ma era un collezionista di arte anche lui, anche quella all’indice, moderna e degenerata, se la faceva saccheggiare in tutta Europa come bottino di guerra personale, qualche cosa ha salvato Siviero, dopo però.
ottobre 22, 2008 alle 10:59 am
“Non mi pare uno scandalo, però, se per una volta queste sensibilità provano a cooperare.”
Qui sta la chiave di tutto. Proprio dietro questa tua riflessione si potrà verificare quanta voglia c’è comunque di andare avanti, anche con (auto)critiche e dubbi e con giuste osservazioni che non fanno altro che alimentare l’evento
Ma andare avanti (senza appantanarsi) e cooperare è una impostazione mentale che potrebbe aiutare a molto e a molti. Siamo troppo spesso arroccati su noi stessi o su grosse ideologie troppo lontane dalla vera realtà.
Ho apprezzato molto l’intervento di Caramiello che, secondo me, rispecchia in pieno questo concetto.
Avanti.
ottobre 22, 2008 alle 11:59 am
Cooperare, fare rete, interagire, è questo il vero problema.
Spaventa forse che questa iniziativa sia “realmente” aperta a tutti coloro che vorranno collaborare/partecipare?
Certo, così facendo si rischia (secondo i soliti noti) di massificarsi, di appiattirsi, di fare da sponda alle istituzioni (in questo caso Velardi) e chi più ne ha più ne metta.
La realtà forse è che “facendo rete”, pur mantenendo la prorpia genesi originaria, si rischia di perderne in visibilità. Il fine comune, troppo spesso, nasconde ambizioni proprie lecite, sia chiaro, laddove vengano preventivamente e limpidamente dichiarate. Mascherarsi dietro movimenti d’opinione “non politici” per poi prepararsi a “scendere in campo” non è certo un buon biglietto da visita per il futuro ma tant’è quello che oggi succede.
Senza considerare poi gli “utopisti”, i “catastrofisti” quelli che io amabilmente chiamo “i veri figli di Berlusconi”: O sei con me, o sei contro di me.
Le conseguenze di questo stato di cose sono sotto gli occhi di tutti. Di cosa si nutre l’attuale classe dirigente per perpetuare il proprio scellerato ed indisturbato potere? Dividi et impera.
Compllici quindi, e mi ci metto io per primo, senza se e senza ma.
PS: non sarà certo la partecipazione/appoggio a questa manifestazione ad etichettarmi come “chiattillo”. Del resto teng pure l’iPhone…
ottobre 22, 2008 alle 1:34 pm
La bella gente…? Su Saviano spesso l’attenzione di questa nostra cittadina è, as usual, quella che si riserva a chi semplicemente dice e fa qualcosa, perché costringe ad interrogarsi se non sia il caso di altrettanto dire e fare. Ovvero: se una persona brilla troppo e viene messa in evidenza ci sarà, si dice, qualche motivo nascosto… Sarà forse per l’abitudine, che molti praticano oramai da anni, a restare al riparo. Francamente se posso preferirei espormi ed sprimermi nell’agorà. Se poi le istituzioni si stringono assieme alla cittadinanza su temi impellenti… non sarà che invertiamo il senso di marcia e diventiamo un società civile vera? Magari esistesse uno spazio (e un discorso pubblico) disponibile non solo virtualmente, dove soprattutto confrontarsi, senza subire chiattillismi, caporalismi, snobismi, sub-poteri e altre forme di in-civiltà e in-cultura. Che vengano anche i chiattilli, si manifesteranno per tali (oppure potrebbero cogliere l’occasione per… provare ad essere qualcosa di più). Chiedo perdono per l’ostinata ingenuità. Aderisco. p
ottobre 22, 2008 alle 2:20 pm
Io sono assolutamente contrario a cose del genere, fatte tra l’altro in una struttura pubblica la cui inutile, ridondante esistenza (onerosissima per i contribuenti) è essa stessa pietra dello scandalo, per me.
Ecco, appunto. Non facciamo (fate) gli struzzi: sono il primo quando si tratta di difendere la libertà di espressione, campo sempre più minato sul quale ahimè devo confrontarmi quotidianamente, tra minacce (mi consentirete, non sbandierate) richieste di risarcimento e querele – le ultime due ancor peggiori per un giornalista. Sono il primo anche quando si tratta di spiegare che iniziative del genere non sono altro che lavanderie di coscienze. Un poco come comprare gli occhiali dal migrante sulla spiaggia e convincersi di aver salvato l’Africa.
Ok, voi direte subito: tu non hai scorta nè l’attenzione di un capoclan dei Casalesi. Giusto. Chi ce l’ha merita a prescindere la mia solidarietà. E la mia stima perché è contro la camorra (anche se preferisco l’anticamorra silenziosa e doverosa dello Stato).
Ma vi prego, non fate di Saviano Roberto, anni 28, giovanotto in total look con occhiali a goccia e barbetta il Che Guevara di Casale. Non se la merita ‘ sta cattiveria. Bisognerebbe piuttosto non aggiungere rumore al rumore.
Io me la ricordo, la stagione dei lenzuoli di Palermo dopo le morti di Falcone e Borsellino, il no al racket di Libero Grassi e di Tano Grasso e così via. Cosa c’è di differente rispetto a Napoli?
Il contesto, cari amici, citando Leonardo Sciascia. Lo stesso che scrisse dei professionisti dell’antimafia.
ottobre 22, 2008 alle 3:25 pm
questo post fa onore a d.l., coinvolta/cooptata etc., nella manifestazione… velardiana: al ‘Pan’, tanto per accontentare anche qualche ‘omologo’ e sedare sul nascere ulteriori polemiche ‘interne’: riorganizzare sùbito la stessa manifestazione altrove e soprattutto con altro metodo, sarà, a mio parere arduo.
Quando, per caso, la trovai ‘virtualmente’ su ‘decidiamoinsieme’, d.l. si definì una ‘cacadubbi’ e constato che è pubblicamente… coerente anche con sé stessa e con i dubbi, suoi/non suoi!
Un cittadino, meno che ‘comune’: chi scrive, non aderisce e non interverrà, (allo stesso tempo, mi auguro che il ‘fare’ febbrile di d.l. venga premiato secondo i suoi auspici) a questa manifestazione, studiata a tavolino, in puro stile dalemiano e poi confezionata e MOSTRATA a puntino…’CIVICO’ da Velardi.
‘Mi spendo Saviano’, leggo QUESTO titolo del post nel dell’Assessore.
Sono solo retro-pensieri? Tutto può essere, il fatto è che così ci hanno abituati. Per me, non hanno credibilità e “a pensare male…”.
(a Ciro Pellegrino rispondo!: W. Che Guevara e W Roberto Saviano: è esattamente quello che penso).
ottobre 22, 2008 alle 5:15 pm
Su questa iniziativa i retropensieri li ha chi vive la realtà napoletana. Ma chi vive la realtà italiana e magari firma l’appello per Saviano su Repubblica. it assieme ai Nobel, non può fare a meno di chiedersi come mai in altre città si organizzi la lettura pubblica di Gomorra e a Napoli no.
Mi chiedo se sia utopistico immaginare un’iniziativa analoga a Casale. Mi piace credere che ci siano casalesi onesti che sono vicini a Saviano col pensiero. Il fatto che non si espongano è comprensibile. Sarebbe il caso di manifestare solidarietà anche a loro.
ottobre 22, 2008 alle 5:20 pm
@ elvira
pare che ci sarà il 14 novembre una lettura a casal di principe, almeno esiste un gruppo su fb che lo sta organizzando.
ottobre 22, 2008 alle 6:36 pm
C’è un pensiero che vado maturando sul fenomeno Saviano. Premetto che ho letto il libro appena uscito è che l’ho trovato un libro straordinario. Non conosco personalmente Roberto ma penso che si tratti di un autore straordinario e su questo non vorrei che ci fossero dubbi. Altra invece è la reazione della città e su questo, a bassa voce vorrei provare a dire la mia.
A me sembra che ognuno di noi stia proiettando su Roberto Saviano il piccolo eroe che dovrebbe essere dentro di noi che non mettiamo mai fuori. Così pian piano Roberto si allontana da noi, lo sovraesponiamo sempre di più, lo mettiamo su un piedistallo, qualcuno addirittura ha proposto per lui una stanza a palazzo reale ( come un re ? ) . In pratica ci stiamo liberando della responsabilità di svolgere la nostra parte, come se Roberto Saviano e la sua Gomorra potessero liberarci dalla Camorra. Senza pensare che in fondo ci libera soltanto dai nostri sensi di colpa.
Io penso che noi dovremmo essere tutti dei Saviano, dovremmo tutti avere il coraggio di denunciare come ha fatto lui, esporci, rischiare.
In questo modo sì che aiuteremmo Saviano, perchè non ci sarebbe solo lui come bersaglio ma tutti noi.
Bruno Caccioppoli
ottobre 22, 2008 alle 8:08 pm
Sono d’accordo con bruno nel senso che è giunta l’ora di fare la nostra parte. Ognuno nel suo ambito deve combattere la camorra, i comportamenti illegali che proliferano dappertutto nella nostra città e che ci inchiodano in una condizione di estremo degrado civile. Duole che nelle altre città la lettura di Gomorra oggi (perché all’uscita del libro anche a Napoli nelle scuole e nelle associazioni ci sono state tante letture pubbliche di gomorra) si faccia al PAN e per iniziativa di un assessore regionale. Perché? Perché dalla nostra classe dirigente vogliamo in primo luogo soprattutto evidenti, chiare e costanti iniziative che nel settore di competenza taglino le gambe alla camorra. Taglino gli intrecci tra economia legale ed illegale. Poi possiamo anche fare insieme la lettura pubblica di Gomorra
ottobre 23, 2008 alle 3:43 am
La camorra-mafia- drangheta-sacra-corona-unita è soprattutto problema politico.
Questi tengono voti e sono richiesti, ma adesso si rappresentano anche da soli, senza protesi, basta vedere le facce degli eletti nei consigli e nel governo.
Quando non si votava, erano i tramiti, i mediatori di consenso fra signorotti locali, le corti reali o vice-reali e il popolo, vivevano frammischiati, come diceva Liborio Romano, erano strumentum regni di controllo sociale e quiete pubblica, previo compenso e protezione.
In Sicilia facevano i campieri prima, riscuotavano gli oneri di locazione terriera, viatici e gabelle, insomma una agenzia territoriale delle entrate e del recupero crediti.
Come diceva l’Avv. Guerrasi, grande conoscitore della Sicilia, nella sua ultima e rara intervista al settimanale Oggi, prima della sua compianta scomparsa, lui imputava alla aristocrazia agraria l’assenteismo, il quale consentì ai campieri di affrancarsi dalle semplici riscossioni terriere e diventare “cosa loro”, malgrado la feroce ignoranza di base.
Poi gli appalti, il sacco di Palermo, la droga , eccetera, eccetera.
Adesso sono un problema anche socio- economico, controllano terreni e risorse ovunque, determinano scelte urbanistiche, discariche, speculazioni immobiliari.
l’unico modo per liberarcene è rendere incerta la accumulazione, sequestrare risorse e beni, sono d’accordo con Saviano anche su questo.
Per i politici potenti con i voti loro, si devono solo estirpare, non c’è niente da fare.
Ma non con le indagini, lunghe e onerose, con gli strali sempre pronti dei garantisti a senso unico.
Si deve fare approvare a tutti politici un codice etico anti-mafia, chi sgarra si deve impegnare a dimettersi subito, al diavolo le garanzie, questi qui ammazzano impunemente, incrementare i rendiconti elettorali e i controlli, allargare la anagrafe patrimoniale alle famiglie politiche, impedire i padrinati e comparaggi imposti, altrimenti loro si offendono, sono i sistemi usati dai boss per rendere familistiche e obbligatorie le protezioni politiche.
Conosco politici che solo questo hanno ricevuto come richiesta dopo i voti, comparaggi e padrinati a battesimi e matrimoni, dopo sono obbligati amoralmente ad appoggiarli.
Io non faccio politica, ma non tengo padrini, compari e comparielli vari, noi non si usa, la fratellanza è orizzontale ed etica, non familiare amorale.
ottobre 23, 2008 alle 5:39 am
cooperare non significa sposarsi. non sono nè saviano nè velardi nè chiunque altro.
si fa una cosa dove ciascuno porta se stesso e l’ipotesi è che solo nell’incontro nasca discussione, ossia togliersi la pelle delle proprie identità partitiche (nel senso di identificarsi per sempre con una parte9 e sviluppare solo conflitti a somma zero. già so che velardi non lo voterò, sic stantibus, ma proprio per questo non mi preoccupano le sue intenzioni. la bella gente? ma perchè, chi critica è povera o brutta gente? e siamo sicuri che un’iniziativa a secondigliano sarebbe stata meno “dietrologica” di altre? i doppi fini ci sono o li vediamo – è la stessa cosa – ovunque.
la mia intenzione? va oltre la solidarietà a saviano; spero che la lettura provochi un esito inatteso di farci ascoltare qualche contenuto. e magari proprio alla bella gente farebbe bene ascoltare come la linea legale/illegale è completamente frantumata, che nelle boutique degli occhiali a goccia (giuro, non so, mi aiuta solo la metafora: ma che sono?) c’è tanta camorra e tanta illegalità, tanto intreccio, quanto nello spaccio; e che la camorra non è un sottoprodotto locale, ma un sistema molto più internazionale e griffato del nostro immaginario di camorrista.
pace e bene
ottobre 23, 2008 alle 8:13 am
leggo con entusiasmo che finalmente qualcuno si sta accorgendo a napoli che questa operazione è l’ennesima trottola di soldi pubblici.Ma quando la smetteranno questi politici di fare i civili a suon di manifestazioni barocche ed iniziare per primi un po’ di pratica di austerità…e per velardi anche di silenzio?
ottobre 23, 2008 alle 11:58 am
Salve a tutti.
Volevo mettervi al corrente di un’iniziativa che spero vi interesserà.
Sono l’autore della causa su facebook relativa alla messa in opera di una manifestazione di stampo nazionale (ma sto ricevendo tante adesioni anche dall’estero) in supporto di Roberto Saviano ma anche e soprattutto contro le mafie in genere, la corruzione, il malaffare. La causa, raggiungibile all’inzirizzo IoSonoSaviano.tk, ha ormai raggiunto e superato le 50000 adesioni nel momento in cui scrivo.
Come dicevo, la causa si propone di indire una manifestazione, ma non si limita a quello. L’idea è di creare un movimento che non sia solo di supporto all’evento culmine della manifestazione, ma che piuttosto permanga anche dopo e che si spanda come una benefica macchia d’olio su tutto il territorio. Mi piacerebbe che tanti piccoli Saviano continuino il lavoro iniziato da lui, cosa che io, nel mio piccolo, come sai faccio da sempre.
E pare che l’iniziativa stia avendo successo. Davvero.
A supporto dell’evento è stato creato un sito di coordinamento, raggiungibile all’indirizzo IoSonoSaviano.ning.com, che è poi il vero motore di tutto, dove decine di cittadini di tutta Italia (e non fanno che aumentare di ora in ora) si stanno conoscendo ed aggregando in gruppi logistici a base regionale per la messa in opera di varie iniziative.
Con questa mia volevo informarvi dell’iniziativa, sperando di accogliere non soltanto la vostra adesione morale, ma anche di coinvolgervi attivamente nella costruzione del progetto.
E’ un’iniziativa totalmente apartitica ma, per quanto mi riguarda, non apolitica: perché questa è politica, nell’accezione più pura del termine.
Di seguito, quello che il titolo della manifestazione vuole stare ad intendere: Roberto non è solo; anche noi, come lui, denunciamo la camorra; anche noi, come lui, la combattiamo; Saviano non è un eroe, ma soltanto qualcuno che per primo ha avuto tanto coraggio, bravura ed insieme abbastanza fortuna di far arrivare al grande pubblico la sua denuncia; Saviano non è un eroe e non deve essere un martire. Per cui, Io sono Saviano. Se ammazzate lui, dovete ammazzare anche me, ed anche tutte le migliaia di altri cittadini che, come me e come lui, Sono Saviano.
Saviano è già stato informato dell’iniziativa, tramite il suo Staff, il quale si è detto del tutto favorevole all’evento. Saviano stesso mi ha personalmente contattato per dirsi grato di quello che stiamo (e state) facendo.
Venerdì sarò anche io al Pan, per trasmettere in diretta su internet quello che si dirà e, magari, fare qualche domandina scomoda a Velardi, che spero sarà presente e non si defilerà.
ottobre 23, 2008 alle 12:15 pm
Fabio,
ragioniamoci…
poi. Sono contenta che vieni e che riprendi. Però sia chiaro che al Pan non c’è un’assemblea, si legge Gomorra. Punto.
Ovviamente poi puoi fare a Velardi tutte le interviste cattive che vuoi …
Fatti suoi…
ottobre 23, 2008 alle 6:22 pm
Ma infatti non intendo interrompere alcunché, però si sta costruendo un progetto, e fortunatamente Saviano ancora non è morto…
ottobre 23, 2008 alle 6:33 pm
Avete notato che sono finiti, per ora, gli omicidi e e le stragi?
” calati junco ca passa la china “.
Sono sotto vento, se si insiste e si persevera, diventa una bufera, inizia un nuovo movimento.
E’ in marcia una nuova generazione di militanti, speriamo.
Mi dispiace solo che il libro è pubblicato da un grande editore, conquistato con la battaglia di Segrate, con il lodo Ciarrapico.
Ghignava sornione in risposta agli applausi per Saviano, il direttore del magazine del gruppo editoriale, a un convegno sulla comunicazione a villa Doria d’ Angri, gioiva silente del grande successo editoriale.
Ma non si preoccupi il sottile cronista, attendiamo le dimissioni del sotto-segretario alle finanze addirittura, altro che letteratura e poesia, adesso comincia la prosa.
ottobre 23, 2008 alle 8:15 pm
Mi dicono che Velardi non sarà presente, ma interagirà in video conferenza da NY… è vero?!
ottobre 24, 2008 alle 2:05 am
@ Fabio A.
le leggende metropolitane sono infinite… però questa la posso smentire. Velardi è in quel di Napoli. Tuttavia, avendo dichiarato che (dopo lo slancio da insonnia americana) faceva un passo indietro, non ha chiesto di leggere una pagina… Quindi immagino che sarà al Pan, fra il pubblico. Nessuna interazione video, quindi. Tranquillo.
Sul progetto, mi ripeto: parliamone … che (appunto) Saviano è vivissimo…
(mi manca lo smilie giusto, ma insomma sarebbe un gesto scaramantico, tipo U)
ottobre 24, 2008 alle 5:03 am
[...] metropolitana sull’evento già in circolazione nella nostra fantastica città (vedi per es. questo commento ma pure le posizioni riportate dalla stampa di [...]
ottobre 24, 2008 alle 12:15 pm
@Franco Tambàro.
Quoto il tuo post. Oggi ancora di più dopo che ho letto la lista delle persone e degli orari (la scaletta…) Salvando la pace di quasi tutti ,il sentire la lettura di queste pagine dalla voce di persone che so essere così lontane dal sentimento di solidarietà…il sospetto di pubblicità gratuita…ma non mi fate parlare…!Grande rispetto per Saviano e per i coraggiosi della mia terra, ma …vi conosco, mascherine!
p.s.Tu puoi fare tutti gli errori che vuoi perchè sei sincero…..
Grazie a d.l. e a napolipuntoacapo per lo sforzo. Grazie davvero.
ottobre 24, 2008 alle 1:10 pm
precisazioni:Tambaro con l’accento sulla prima A e “lontane dal sentimento di solidarietà con la gente comune “(non dicevo nei confronti di Saviano)Ciao